sabato 27 febbraio 2010

giovedì 25 febbraio 2010

Bandiere dei nostri padri




Ieri sera ho perturbato un po' l'universo. Ne ho aumentato un po' l'entropia facendo cose senza senso.

Per esempio ho regalato un DVD (This is It) ad uno sconosciuto (ma mi è costato parecchio: oltre al costo del DVD ho dovuto aggiungere i soldi della multa per l'auto parcheggiata sulle strisce blu senza aver pagato il tagliandino e poi l'invio per raccomandata del DVD stesso al destinatario).

E poi mi sono comperato un altro bellissimo DVD tutto per me e me lo sono gustato prima di andare a letto. Si tratta del palindromo FooF di Clint Eastwood. Io amo profondamente questo regista. Negli ultimi anni non mi sono perso nessuno dei suoi film e sono veramente in ambasce se dovessi scegliere il migliore fra di essi. FooF mi è piaciuto perché è la metà di un progetto di cui l'altra metà (Lettere da Iwo Jima) è altrettanto bella e complementare. Forse il migliore film, dal 2003 in poi, di questo ottantenne regista rimane Million Dollar Baby. Ma ricordo con molto molto piacere anche Mystic River e
Gran Torino. A differenza di ZC che è capace di ben esprimere perché un film le piace o meno e quali aspetti gradisce di più, io invece non sono capace di grandi discorsi. Sono solo rapito dalla messa in scena e da quello che Eastwood riesce a farmi vedere e pensare. Devo assolutamente recuperare i DVD di Million Dollar Baby e Mystic River che sono rimasti in una casa in cui non abito più.



lunedì 22 febbraio 2010

Alassio - Imprinting


Ma la stazione di Alassio assomiglia a questa? Nel '73, a 15 anni, sono stato per la prima volta ad Alassio con la mia famiglia. Alloggiavamo in una pensioncina vicino alla stazione. E ricordo ancora che quella stazione mi piacque moltissimo (scattai anche delle foto che ovviamente adesso non ritrovo più) anche perché mi fecero tornare in mente la prima tavola di questa storia di Susanna e Celestino (cliccate sull'immagine qui a lato per vederla più grande) che lessi 4 anni prima, il Natale del 1969, in un supplemento del Corriere dei Piccoli. Non sono poi mai più tornato ad Alassio e, forse, non ho neanche più il coraggio di farlo per scoprire magari che la stazione è diversissima da questo bellissimo disegno di Dany per la serie di Olivier Rameau.


Nota a margine.
Quella gita fu importante anche per un'altro motivo. Lì ad Alassio acquistai per la prima volta un Urania (si trattava di Vento dal nulla di James Ballard) e quindi fu lì che cominciò il mio mai sopito amore per la fantascienza.

venerdì 19 febbraio 2010

Photographs & Memories






Photographs and memories
Christmas cards you sent to me
All that I have are these
To remember you

Memories that come at night
Take me to another time
Back to a happier day
When I called you mine

But we sure had a good time
When we started way back when
Morning walks and bedroom talks
Oh how I loved you then

Summer skies and lullabies
Nights we couldn’t say good-bye
And of all of the things that we knew
Not a dream survived

Photographs and memories
All the love you gave to me
Somehow it just can’t be true
That’s all I’ve left of you

But we sure had a good time
When we started way back when
Morning walks and bedroom talks
Oh how I loved you then

(Jim Croce, 1972)


martedì 16 febbraio 2010

Di seghe mentali di 50enni uomini e donne che si rincorrono senza trovarsi






Il titolo è copiato da un post di ZC.
Il video è di Benigni.
Le due cose sono legate dal fatto che un anno fa
ZC mi ha redarguito a non scrivere mai più poesie:

senta, dia retta alla zia, torni a scrivere pezzi
e lasci perdere le poesie...
[...]
lasci stare la poesia, che non fa per lei...



lunedì 15 febbraio 2010

Il continente invisibile


Dicono che l'Africa sia il continente dimenticato.
L'Oceania è il continente invisibile.
Invisibile, perché i primi viaggiatori che vi si sono avventurati non ne hanno colto la natura, e perché rimane ancor oggi un luogo senza riconoscimento internazionale, un passaggio, quasi un'assenza.



Cammino sulla spiaggia della Baia Homo, a Pangi. Forse uno dei più bei paesaggi del mondo.
[...]
Il mare è di un blu assoluto. Non quel turchese delle lagune che piace tanto ai turisti; un blu cupo, violento, profondo.



La kava è una bevanda notturna. Intorpidisce le mucose e rallenta il corpo, ma non la mente. Ti fa fluttuare. Ti trasforma in filosofo. La sua dolcezza amara, dal sapore terroso, avvolge il mondo esterno con un alone di lieve derisione (parlo per me). La kava ha senz'altro soffocato un gran numero di guerre, o anche di semplici conflitti domestici. Il mondo moderno ne avrebbe un gran bisogno.
[...]
Un tempo, nel Sud dell'isola, vivevano un orco e un orchessa che divoravano i bambini. Un ragazzino fu catturato con i suoi fratelli e rinchiuso nella casa dell'orso. Per scappare inventò uno stratagemma. Raccontò all'orco di essere uno spirito e disse che per averne la prova bastava dar fuoco alla casa, e lui non sarebbe bruciato. L'orco appiccò il fuoco e il ragazzino si nascose con i fratelli in un buco che aveva scavato nel pavimento. Vedendoli illesi, l'orco volle imitarli e morì bruciato nella propria casa. Quando l'orchessa si accorse che il marito era morto cercò di acciuffare i bambini, ma il ragazzino le scivolò tra le gambe, afferrò una pietra rovente e gliela conficcò nella vagina. L'orchessa morì immediatamente. Da quella pietra nacque la prima pianta di kava.



Oggi ogni minimo fazzoletto di terra, dal cuore della selva amazzonica ai canyom ghiacciato dell'Antardide, è stato esaminato, fotografato, sezionato dall'occhio freddo del satellite. Se ancora esiste un segreto, è racchiuso nel profondo dell'anima, nella lunga successione di desideri, leggende, maschere e canti che si mescola al tempo, risorge e corre sulla pelle dei popoli come un lampo d'estate.



Non è ironico che i più bei testi scritti su queste isole - Tanna, Ambrym, Hiva Oa, Nuku Hiva - siano opera dei due uomini che si sono comportati peggio con gli abitanti?
Il primo, Robert James Fletcher, che visse a Tanna, si nutrì dei suoi frutti, bevve la sua acqua e violò il corpo di una ragazzina appena adolescente, da cui ebbe due figli prima di donarla a uno dei suoi servitori e scrivere Isles of Illusions.
Il secondo, Paul Gaugin, che aprofittò della conquista per appagare i propri desideri e immortalò nel suo Noa Noa, diario di un uomo perverso, l'immagine di una donna polinesiana ridotta a semplice oggetto, liscio, morbido, mansueto.

 
(Jean-Marie Gustave Le Clézio)

Mai sedersi sul seggiolino centrale di un elicottero






Ieri pomeriggio al cinema godendoci dei bei disegni in movimento.