sabato 31 dicembre 2016

Film del 2016

1. 3 gennaio 2016 L'arte della felicità
2. 8 gennaio 2016 Quel fantastico peggior anno della mia vita
3. 10 gennaio 2016 Carol
4. 15 gennaio 2016 Dragonfly - Il segno della libellula
5. 17 gennaio 2016 Sliding Doors
6. 18 gennaio 2016 Lola corre
7. 23 gennaio 2016 Il figlio di Saul
8. 30 gennaio 2016 Revenant - Redivivo
9. 11 febbraio 2016 The Grandmaster
10. 18 febbraio 2016 Papillon
11. 21 febbraio 2016 Fuocoammare
12. 23 febbraio 2016 Francofonia
13. 1 marzo 2016 Astrosamantha
14. 5 marzo 2016 The Danish Girl
15. 7 marzo 2016 Io e lei
16. 12 marzo 2016 Room
17. 23 aprile 2016 Un'estate in Provenza
18. 22 maggio 2016 La pazza gioia
19. 28 maggio 2016 Irrational Man
20. 30 maggio 2016 Signore & Signori
21. 2 giugno 2016 Il giorno dei trifidi
22. 3 giugno 2016 Le fate ignoranti
23. 3 giugno 2016 Io robot
24. 7 giugno 2016 Mon oncle
25. 14 giugno 2016 Frankstein Junior
26. 25 giugno 2016 Happy Family
27. 3 luglio 2016 L'anno del dragone
28. 8 luglio 2016 Il caso Spotlight
29. 10 luglio 2016 Treno di notte per Lisbona
30. 18 luglio 2016 Perfetti sconosciuti
31. 26 luglio 2016 Lo chiamavano Jeeg Robot
32. 30 luglio 2016 Star Trek Beyond
33. 14 agosto 2016 Now you see me 2
34. 23 agosto 2016 My bakery in Brooklyn - Un Pasticcio in Cucina
35. 25 agosto 2016 L' effetto Acquatico, un colpo di fulmine a prima svista
36. 3 settembre 2016 In nome di mia figlia
37. 20 settembre 2016 I cancelli del cielo
38. 24 settembre 2016 Questi giorni
39. 3 ottobre 2016 Lumière! La scoperta del cinema
40. 3 ottobre 2016 Nel corso del tempo
41. 16 ottobre 2016 Io la conoscevo bene
42. 7 novembre 2016 Io, Daniel Blake
43. 12 novembre 2016 Viaggio in Italia
44. 23 novembre 2016 In the Electric Mist - L'occhio del ciclone
45. 26 novembre 2016 Snowden
46. 3 dicembre 2016 Sully
47. 9 dicembre 2016 Captain Fantastic

I film del 2015 sono qui.

lunedì 26 dicembre 2016

So Long, George Michael



Una grande ballata appiccicosa.

domenica 25 dicembre 2016

È per questo che io amo profondamente il cinema

«Quello che so è che quelle opere nacquero come nascono queste oggi: da uno stesso sogno collettivo.
Io sono convinto che i vostri figli Bonanni siano come queglli oscuri tagliatori di pietra che hanno inciso i loro capolavori sulle cattedrali che voi onorate, che hanno contribuito a renderle famose con la propria arte e che hanno aiutato il prossimo a credere e a vivere meglio.
Ed è per questo che io amo profondamente il cinema e lo rispetto Bonanni.»



In questa scena, tratta da Good Morning Babilonia dei Fratellli Taviani, David Griffith (il regista di Intolerance) dichiara tutto il suo amore per il cinema e lo equipara al lavoro dei grandi artisti italiani che hanno costruito quelle magnifiche cattedrali (come quella della Piazza dei Miracoli di Pisa che appare nelle prime sequenze del film, qui sotto) che aiutano a vivere meglio.

Con queste sequenze, che ben esprimono ciò che io amo, auguro a tutti voi (miei 5 manzoniani lettori) i migliori auguri di Buone Feste.



«Io son sicuro che quelli che l'hanno costruita dopo si sono messi a guardarla da qui. Proprio dove sono io.»

domenica 18 dicembre 2016

Maionese in frigo

Non trovo più un mio maglione.
Anzi il mio maglione.
Quello più bello che ho, nero, caldo, elegante.
Una volta, dopo la spesa, ho messo per sbaglio il dentifricio in frigo.
L'avevo forse scambiato per un tubetto di maionese?
Ho cercato il mio maglione anche in frigorifero, ma non l'ho trovato.
Se voi conosceste uno che mette il dentifricio in frigo,
dove pensereste che ragionevomente possa aver riposto il suo maglione?


Aggiornamento del 19 dicembre 2016
Mistero risolto.
Il maglione è erroneamente finito nel pacco di vestiti proletari lavati e stirati nella casa paterna e trasferiti in quella materna.
Della serie: per le lavatrici babbo è molto più affidabile di mamma.
Per la distribuzione delle merci ci sono invece ancora dei punti di miglioramento.

giovedì 8 dicembre 2016

Unwind



Mentre mi accoccolo vicino al caldo termosifone, sogno l'estate e la sua leggerezza.

So Long, Greg lake


To see lyrics on video please turn on subtitles.

domenica 4 dicembre 2016

Appunti sparsi di un week-end nel nord-est

Ho trascorso un lungo week-end, da venerdì a domenica, tra Treviso (per incontrare una amica, visitare mia mamma e vedere una mostra sull'impressionismo) e Villa Manin di Passariano (per vedere un'altra mostra).

È stato un fine-settimana ricco e ho memorizzato le mie sensazioni in una app del telefonino. Le ho ricopiate qui sotto con pochissimo editing aggiuntivo. 

Terme Euganee (autostrada)

Autostrada chiusa per incidente.
Tutti sulla viabilità normale ultra-intasata.
Ritardo di 1 ora e ½

Treviso (amica mia)

Buon profumo, ma non glielo ho detto.
Orso liceale ascolta e non giudica. Ma temo non sia più così.
Adesso esigente nella ricerca degli altri.
Lei dipinge la compagna ideale,
non per vivere insieme bensì per condividere momenti ed esperienze.
Non si accorge che dipinge se stessa.
Orso desidera ricominciare da capo, ma cosa significa?
Imprinting mostre: Fregio di Beethoven e Siqueiros.
Ripenso a film condivisi: Thelma & Louise (soggetto, musica, attrici).
Acceso dibattito su referendum.
Orso sbotta a gran voce, in mezzo alla pizzeria, che Scalfari si è rincoglionito.
Instabilità politica.

Treviso (mostra dell'impressionismo)
 
Coppia arrivata da Genova prima della fila alle 09:00 del mattino.
Orso in seconda posizione.
Introduzione di Marco Goldin ricorda positivamente prof pisana:
prolissi, colorati, piacevoli da leggere con note personali.
"La giovane donna a letto" di Rembrandt non è per niente giovane.
Non vi azzardate a lasciare il cappotto in guardaroba:
nelle sale della mostra c'è un aria condizionta tremenda che neanche a Cuba durante Batista...
Nella prima sala degli impressionisti solo ritratti:
quello che colpisce di più è il Clown dipinto da un giovane Renoir.
Nella sala dedicata ai Sillabari di Parise 3 quadri del 2016 di Matteo Massagrande:
Il più bello "Sotto nubi grigie, rosa e caffellatte" perché ricorda le case della Toscana in riva al mare, un po' diroccate e... molto Tobino.
Matteo Casagrande è padovano del 1959.
Greggi con le cuffie si muovono nei corridoi della mostra guidati dai cani pastori con il microfono.
Sembra di essere in un videogioco dove bisogna evitare i pacman.
Molto bella la donna ritratta da Henri Fantin-Latour in "Ritratto di Eva Callimachi-Catargi".
"I bracconieri bretoni" di Evariste Vital Luminais, a piedi nudi con il setter e un fiorellino giallo acceso che spicca come un fiammifero acceso nella notte di una poesia di Prevert.
Bello per me un piccolo quadro: "Temporale in arrivo" di Eugene Boudin:
si sente l'elettricità dell'aria.
"La casa dell'artista a Argenteuil" di Claude Monet ricorda un casale toscano:
la fantasmagoria dei colori e dei fiori; i vasi brillanti che ricordano le porcellane cinesi.
I mitici inconfondibili cieli e nuvole di Vincent nei "Cipressi con due figure".
Cezanne: "Nella pittura ci sono due cose: l'occhio e il cervello.
Ed entrambe devono aiutarsi tra di loro."
L'onda du Courbet e quella di Hokusai, ma anche la grande onda di Un mercoledì da leoni: Associazione di idee.
Bella la fotografia "La grande onda" di Gustave Le Gray ottenuta nel 1857 dalla giustapposizione fotomontaggio di due foto: il mare e il cielo.
"Ville d'Avray. Ingresso del bosco" di Jean-Baptiste Camille Corot ricorda la stradina d'ingresso alla Lecciona nella macchia mediterranea.
"La casa di Piette a Monfacault" di Pissarro mi recorda le cartoline natalizie dell'Unicef. Sono cattivo?
Bello invece il "Cantiere a Saint Mammès" di Alfred Sisley.
Monet e i vari quadri sul "disgelo" e le "lastre di ghiaccio galleggiante sulla Senna".
Momet :"La complessità del vedere non si può esaurire in un'unica istantanea"
Ultimo quadro della mostra: "Salice piangente" di Monet del 1918.
Viaggio nell'anima ma anche pozzanghera rossa incredibile da sembrare vera.
Eccezionale anche il corridoio centrale che fa parte della pinacoteca permanente di Treviso.
Tra gli altri ricordo solo l'"Adorazione dei magi" di Girolamo da Treviso il giovane (1497-1544).
E c'è anche un Lotto con un "Ritratto del monaco Domenicano Marcantonio Luciani" (del 1525) che non so perché mi fa ricordare Umberto Eco.
E un Guardi: "L'isola di San Giorgio dal bacino".
Essenziale la audio guida anche se costosa.
Pronuncia francese perfetta.
4 ore in totale per visitare tutta la mostra.
Poi un'altra ora per le opere (una per anno dal 1946 al 2000) da Guttuso a Vedova a Schifano.
La luna e i suoi imitatori. Gastone Novelli 1966.
La stanza vuota. Gianfranco Ferroni 1975.
Le Jardin à tâtons. Leonardo Cremonini. 1977.
E per finire la Chiesa di Santa Caterina con degli affreschi (Gentile da Fabbriano e collaboratori 1410) con dei colori rosso intenso e vivido che sembra dipinto ieri. Notevolissimo il pavimento intarsiato reso nell'affresco.
E poi le storie di S. Orsola con le invasioni degli Unni (di Tomaso da Modena 1358, strada vicino a mia casa natale) con una bella rappresentazione della città di Colonia.

Treviso (pranzo con gli archi di luce)

Faretti creano archi di luce sul muro con mattoni a vista del locale dove pranzo.
Altro avventore ribadisce, ma forse è tutto merito del Prosecco.
Titolare ride sotto i baffi e ci offre altro prosecco per continuare la discussione su Marco Goldin, su Toscana, su architetti e su luce e ombre (ma secondo me lui con ombre intende qualcosa d'altro).
Penso che amica svizzera sorriderebbe delle coincidenze

Treviso (mamma e zia)

Dalla mamma ho incontrato la zia.
Mi ha ripetuto le stesse identiche considerazioni di ieri sera della mia amica.
Ripenso una altra volta che amica svizzera sorriderebbe delle coincidenze.

Treviso (Sully)

Anche se ha sostenuto Trump non potevo mancare ultimo film di Clint Eastwood.

Treviso (cena)

Anche se per telefono mi avevano detto che non c'era posto ho provato ad andarci di persona e sono riuscito a mangiare all'Antico Portico.
Schie con la polentina bianca morbida da fine del mondo.

Passariano di Codroipo (mostra di Mattotti)

Hansel e Gretel proposta da The New Yorker in un nero e bianco agghiacciante.
Riuscitissima l'interpretazione degli scritti di Freud.
Quanto ieri la mostra dell'Impressionismo era piena quanto questa di Mattotti è deserta.
Valgono entrambe, ma almeno questa si può godere con calma e attenzione.
Cani di razza aggrediscono clochard.
Mi è piaciuto anche molto la sua rivisitazione di "A hard rain's a-gonna fall" di Bob Dylan.
Un bel coraggio a mettere in mostra se stesso e i suoi pensieri neri nascosti in "Oltremai".
Bello il documentario su Mattotti (¾ d'ora).
Mi è piaciuto e mi son riconosciuto nella sua definizione d'amore.
Sguardi carezze di giorni passati nel letto. Quando ti accade non lo capisci.
Col passare degli anni te ne rendi conto. E Mattotti è poi riuscito a metterlo in disegno.
"Stanze" su carta nepalese.

Lonca di Passariano (pranzo in agriturismo)

Questa volta sono finalmente riuscito ad andarci.
Si mangia benissimo.
Prosciutto crudo dolce non ha rivali.