giovedì 8 ottobre 2009

Alegria

 



 

Allegria Come un lampo di vita
Allegria Come un pazzo gridar
Allegria Del delittuoso grido

Bella ruggente pena, seren

Come la rabbia di amar
Allegria Come un assalto di gioia


Allegria I see a spark of life shining
Allegria I hear a young minstrel sing
Allegria Beautiful roaring scream

Of joy and sorrow, so extreme

There is a love in me raging
Allegria A joyous, magical feeling


Allegria Come un lampo di vita
Allegria Come un pazzo gridar
Allegria Del delittuoso grido

Bella ruggente pena

Seren

Come la rabbia di amar
Allegria Come un assalto di gioia

Seren

Bella ruggente pena

Come la rabbia di amar
Allegria Come un assalto di gioia


Allegria Como la luz de la vida
Allegria Como un payaso que grita
Allegria Del estupendo grito

De la tristeza loca

Serena

Como la rabia de amar
Allegria Como un asalto de felicidad
 
 

 



Dedicato a chi mi ha fatto conoscere Alegria
e a tutti quelli che la amano
e anche a me stesso





mercoledì 7 ottobre 2009

Un anno senza estate


Le estati passavano rapidamente,
e spesso non lasciavano traccia;
forse ricordo meglio gli autunni e le altre stagioni.
Allora l'acqua diventava fredda,
era l'epoca delle ultime mareggiate che segnavano il cambio di stagione
ed era il momento che, spesso, ci trovava soli.

La grande mareggiata da ovest. Autunno 1965.



martedì 6 ottobre 2009

Ghost Dance




Crow has brought the message
to the children of the sun
for the return of the buffalo
and for a better day to come

You can kill my body
You can damn my soul
for not believing in your god
and some world down below

You don't stand a chance
against my prayers
You don't stand a chance
against my love
They outlawed the Ghost Dance
but we shall live again,
we shall live again

My sister above
She has red paint
She died at Wounded Knee
like a later day saint

You got the big drum in the distance
blackbird in the sky
That's the sound that you hear
when the buffalo cry

You don't stand a chance
against my prayers
You don't stand a chance
against my love
They outlawed the Ghost Dance
but we shall live again,
we shall live again

Crazy Horse was a mystic
He knew the secret of the trance
And Sitting Bull the great apostle
of the Ghost Dance

Come on Comanche
Come on Blackfoot
Come on Shoshone
Come on Cheyenne

We shall live again

Come on Arapaho
Come on Cherokee
Come on Paiute
Come on Sioux

We shall live again
(Robbie Robertson, Music for the Native Americans)

lunedì 5 ottobre 2009

En archè en o lògos




La cattedrale di Pisa, la notte, illuminata nel buio del Campo dei Miracoli, è di uno splendore unico. È pura poesia visiva. La migliore rappresentazione che se ne può avere, per chi non la può vedere dal vero a Pisa, è data dalle scene inziali di "Good Morning Babilonia" dei fratelli Taviani. Anche quelle scene pura poesia visiva!

Ieri sera me la sono goduta andando ad assistere ad un concerto della rassegna internazionale di musica sacra Anima Mundi.

Il concerto era diviso in due parti.

Nella prima parte veniva rappresentato "En archè en o lògos", il brano vincitore della IIª edizione del Concorso di Composizione Sacra Anima Mundi. Il vincitore è il giovanissimo (25 anni appena) Stefano Maria Torchio.



Il brano me lo sono ascoltato in θ ed è stato bellissimo. Mi sembrava di essere un aquilone che volava dentro la cattedrale, ancorato solo per il filo al mio corpo. Avrei voluto condividere con un amico o con una compagna il piacere che provavo in modo da poterlo poi ri-assaporare insieme. È una di quelle esperienze che va vissuta e goduta in due.

Nella seconda parte c'è stata invece una rappresentazione (voci recitanti, solisti, coro e orchestra) del "Cantico dei Cantici" orchestrata e diretta da Marco Frisina.

Una bella serata.


domenica 4 ottobre 2009

La parola chiave





Cerco la parola chiave nel dizionario della mia vita.


venerdì 2 ottobre 2009

Hibiscus syriacus





ROSE OF SHARON

(Eliza Gilkyson)




I am a rose of Sharon
A lily of the valley
As a lily grown among the thorns
Love in this world has found me
As an apple tree among the trees
That grow deep in the forest
My lover's form in comely
With life and limb most joyous

Rise up my love and come away
The rain is over and gone
Your love is the fruit of my darkest day
And I am your Rose of Sharon

His gentle hand lies under my head
His shoulders turn to face me
I shall not stir him from my bed
While he doth so embrace me
Oh bring me wine to pass the time
Though none but him can soothe me
I am my beloved's and he is mine
Desire for his pleasure moves me

Rise up my love and come away
The rain is over and gone
Your love is the fruit of my darkest day
And I am your Rose of Sharon



Dedicato a carladidi.

giovedì 1 ottobre 2009

Diecimila querce, mi dicevo, occupano davvero un grande spazio


Ieri mattina ero felice. Aspettando che aprisse la segreteria della primaziale per prendere gratis due biglietti per Anima Mundi di domenica ho fatto un giro fino a Piazza dei Cavalieri e, entrato in una libreria, un libretto mi ha chiamato e l'ho acquistato. Ieri sera l'ho letto. È L'uomo che piantava gli alberi di Jean Giono.

Il pastore che non fumava prese un sacco e rovesciò sul tavolo un mucchio di ghiande. Si mise ad esaminarle l'una dopo l'altra con grande attenzione, separando le buone dalle guaste. Io fumavo la pipa. Gli proposi di aiutarlo. Mi rispose che era affar suo. In effetti: vista la cura che metteva in quel lavoro, non insistetti. Fu tutta la nostra conversazione. Quando ebbe messo dalla parte delle buone un mucchio abbastanza grosso di ghiande, le divise in mucchietti da dieci. Così facendo, eliminò ancora i frutti piccoli o leggermente screpolati, poiché li esaminava molto da vicino. Quando infine ebbe davanti a sé cento ghiande perfette, si fermò e andammo a dormire.


Da tre anni piantava alberi in quella solitudine. Ne aveva piantati centomila. Di centomila ne erano spuntati ventimila. Di quei ventimila contava di perderne ancora la metà, a causa dei roditori o di tutto quello che c'è di imprevedibile nei disegni della Provvidenza. Restavano diecimila querce che sarebbero cresciute in quel posto dove prima non c'era nulla.


Le querce del 1910 avevano adesso dieci anni ed erano più alte di me e di lui. Lo spettacolo era impressionante. Ero letteralmente ammutolito e, poiché lui non parlava, passammo l'intera giornata a passeggiare in silenzio per la sua foresta. Misurava, in tre tronconi, undici chilometri nella sua lunghezza massima. Se si teneva a mente che era tutto scaturito dalle mani e dall'anima di quell'uomo, senza mezzi tecnici, si comprendeva come gli uomi potrebbero essere altrettanto efficaci di Dio in altri campi oltre alla distruzione.