giovedì 11 marzo 2010
mercoledì 10 marzo 2010
Il cavallo di Troia
Durante la prima telefonata che le feci, si era all'inizio dell'estate scorsa, me ne parlò ZiaCassie. Non era facile da trovare. E forse ero anche poco motivato. Finché con la scusa della convalescenza a seguito dell'operazione di sabato scorso mi sono deciso: l'ho cercato su ebay, l'ho acquistato, mi è arrivato venerdì scorso e ieri ho terminato di leggerlo.

Scritto nel '38 da Morley e tradotto da Pavese nel '41.
È una rivisitazione della guerra di Troia ai giorni nostri.
E tra i vari personaggi ho trovato anche Zia Cassie, cioè Cassandra, figlia di Priamo, radicale e pacifista.
L'edizione che ho acquistato è del '67 (allora 350 lire) ed è il n° 102 di una collana Garzanti in cui, tra gli altri, ho notato
n° 1, William Faulkner, La paga del soldato
n° 53, John Steinbeck, Pian della Tortilla
n° 57, Karen Blixen, La mia Africa
n° 59, Fred Hoyle, La nuvola nera
n° 75, Hermann Melville, Moby Dick
n° 81, Frank Kafka, La metamorfosi
n° 101, Curzio Malaparte, La pelle
Sono io che sto invecchiando? Oppure è vero che adesso non si pubblicano più simili opere in una collana tascabile? Ma esistono ancora le collane tascabili? Ma cosa legge la gente adesso?
Il maggior difetto di questo tomo è a sua età. Dopo 47 anni la colla della rilegatura è praticamente scomparsa e una volta aperto a 180 gradi le singole pagine hanno cominciato a staccarsi dal dorso...
Scritto nel '38 da Morley e tradotto da Pavese nel '41.
È una rivisitazione della guerra di Troia ai giorni nostri.
E tra i vari personaggi ho trovato anche Zia Cassie, cioè Cassandra, figlia di Priamo, radicale e pacifista.
Ecuba: Cassie, su, smettila! Se ti accorgi che stai per avere una crisi, cerca di dominarti. non ai ricevimenti, almeno. Lord Pandaro, ci siamo proprio divertiti.
Cassandra ritorna in sè; e ora che i vecchi se ne sono andati, ecco una uova mandata di bevande e di discussioni su quel che bisognerà fare per divertirsi.
«Con Cassandra è inutile giocare agli indovinelli,» dice Enea; «lei sa già prima tutte le risposte.» «Si potrebbe giocare alle Sardine,» dice Deifobo (con l'occhio su Antigone), «purchè Cassandra faccia lei il morto.» «Giusto,» dice Elena (cui il gioco non dispiace), «così se anche diventa chiaroveggente, non importa. Saremo noi a darle la caccia.» Si fissano le norme: si spegneranno le luci, Cassandra ha due minuti per nascondersi, e tutti gli altri dovranno cercarla al buio...
[pagina 107]
«Con rispetto, è a questo che voglio venire,» continua Ettore. «Devo chiedervi se non è possibile porre dei limiti alla propaganda pacifista di Cassandra. Per assurda che possa sembrarci, finisce per avere un pessimo effetto sul nostro morale.»
[pagina 134]
Cassandra:
Sii felice, per loro.
Per lui Cressidra è stata la saggezza.
Gli diede la sua gioia più assoluta:
gl'insegnò come morda il desiderio
e come vinca, gl'insegnò il sorriso
necessario, il sorriso e la risata;
inconscia gl'insegnò a stringere il mondo
come l'amante la sua donna. Questa
la bontà e la visione in cui vinciamo.
[pagina 200]
L'edizione che ho acquistato è del '67 (allora 350 lire) ed è il n° 102 di una collana Garzanti in cui, tra gli altri, ho notato
n° 1, William Faulkner, La paga del soldato
n° 53, John Steinbeck, Pian della Tortilla
n° 57, Karen Blixen, La mia Africa
n° 59, Fred Hoyle, La nuvola nera
n° 75, Hermann Melville, Moby Dick
n° 81, Frank Kafka, La metamorfosi
n° 101, Curzio Malaparte, La pelle
Sono io che sto invecchiando? Oppure è vero che adesso non si pubblicano più simili opere in una collana tascabile? Ma esistono ancora le collane tascabili? Ma cosa legge la gente adesso?
Il maggior difetto di questo tomo è a sua età. Dopo 47 anni la colla della rilegatura è praticamente scomparsa e una volta aperto a 180 gradi le singole pagine hanno cominciato a staccarsi dal dorso...
martedì 9 marzo 2010
La mia generazione ha perso
La razza in estinzione
Non mi piace la finta allegria
non sopporto neanche le cene in compagnia
e coi giovani sono intransigente
di certe mode, canzoni e trasgressioni
non me ne frega niente.
E sono anche un po' annoiato
da chi ci fa la morale
ed esalta come sacra la vita coniugale
e poi ci sono i gay che han tutte le ragioni
ma io non riesco a tollerare
le loro esibizioni.
Non mi piace chi è troppo solidale
e fa il professionista del sociale
ma chi specula su chi è malato
su disabili, tossici e anziani
è un vero criminale.
Ma non vedo più nessuno che s'incazza
fra tutti gli assuefatti della nuova razza
e chi si inventa un bel partito
per il nostro bene
sembra proprio destinato
a diventare un buffone.
Ma forse sono io che faccio parte
di una razza
in estinzione.
La mia generazione ha visto
le strade, le piazze gremite
di gente appassionata
sicura di ridare un senso alla propria vita
ma ormai son tutte cose del secolo scorso
la mia generazione ha perso.
Non mi piace la troppa informazione
odio anche i giornali e la televisione
la cultura per le masse è un'idiozia
la fila coi panini davanti ai musei
mi fa malinconia.
E la tecnologia ci porterà lontano
ma non c'è più nessuno che sappia l'italiano
c'è di buono che la scuola
si aggiorna con urgenza
e con tutti i nuovi quiz
ci garantisce l'ignoranza.
Non mi piace nessuna ideologia
non faccio neanche il tifo per la democrazia
di gente che ha da dire ce n'è tanta
la qualità non è richiesta
è il numero che conta.
E anche il mio paese mi piace sempre meno
non credo più all'ingegno del popolo italiano
dove ogni intellettuale fa opinione
ma se lo guardi bene
è il solito coglione.
di una razza
in estinzione.
La mia generazione ha visto
migliaia di ragazzi pronti a tutto
che stavano cercando
magari con un po' di presunzione
di cambiare il mondo
possiamo raccontarlo ai figli
senza alcun rimorso
ma la mia generazione ha perso.
Non mi piace il mercato globale
che è il paradiso di ogni multinazionale
e un domani state pur tranquilli
ci saranno sempre più poveri e più ricchi
ma tutti più imbecilli.
E immagino un futuro
senza alcun rimedio
una specie di massa
senza più un individuo
e vedo il nostro stato
che è pavido e impotente
è sempre più allo sfascio
e non gliene frega niente
e vedo anche una Chiesa
che incalza più che mai
io vorrei che sprofondasse
con tutti i Papi e i Giubilei.
Ma questa è un'astrazione
è un'idea di chi appartiene
a una razza
in estinzione.
lunedì 8 marzo 2010
Una donna
Una donna fasciata in un abito elegante
una donna che custodisce il bello
una donna felice di essere serpente
una donna infelice di essere questo e quello.
Una donna che a dispetto degli uomini
diffida di quelle cose bianche
che sono le stelle e le lune
una donna cui non piace la fedeltà del cane.
Una donna nuova, appena nata
antica e dignitosa come una regina
una donna sicura e temuta
una donna volgare come una padrona.
Una donna così sospirata
una donna che nasconde tutto
nel suo incomprensibile interno
e che invece è uno spirito chiaro come il giorno.
Una donna, una donna, una donna.
Una donna talmente normale
che rischia di sembrare originale
uno strano animale, debole e forte
in armonia con tutto anche con la morte.
Una donna così generosa
una donna che sa accendere il fuoco
che sa fare l’amore
e che vuole un uomo concreto come un sognatore.
Una donna, una donna, una donna.
Una donna che resiste tenace
una donna diversa e sempre uguale
una donna eterna che crede nella specie
una donna che si ostina ad essere immortale.
Una donna che non conosce
quella stupida emozione
più o meno vanitosa
una donna che nei salotti non fa la spiritosa.
E se questo bisogno maledetto
lasciasse in pace i suoi desideri
e se non le facessero più effetto
i finti amori dei corteggiatori
allora ci sarebbero gli uomini
e un mondo di donne talmente belle
da non avere bisogno
di affezionarsi alla menzogna del nostro sogno.
Una donna, una donna, una donna.
Una donna, una donna, una donna.
venerdì 5 marzo 2010
Andando nella Città del Sale
Una decina di giorni fa ho acquistato, per la prima volta nella mia vita, due quadri.
Direttamente dall'autore.
Ero emozionato.
Lo scorso week-end, per economizzare, invece di passare da un corniciaio sono andato alla OBI e ho preso due cornici semplici ed economiche e domenica ho piantato un paio di chiodi e li ho appesi sulle ancora intonse pareti di casa mia.
Il primo, intitolato Andando (ma che io ho ribattezzato Carnevale), l'ho appeso in sala sopra il divano.
Il secondo, intitolato Città del Sale (dedicato a Tuzla e, in turco, Tuz significa sale), l'ho messo in camera da letto.
Poi ho aspettato la reazione delle fanciulle.
Che non è stata delle migliori.
"Ma babbo, scusa, l'autore è un tuo amico?"Mi sono tornati in mente le impressioni di quando vidi per la prima volta alcune opere di Paul Klee a Firenze. Mi sembravano schizzi disegnati da un bimbo delle elementari.
"Sì, perché?"
"Non te l'avere a male, e non dirlo al tuo amico, ma quadri così siamo capaci di farli anche noi. Prendiamo dei colori e pasticciamo sulla carta."
"Ma quale dei due vi piace di più?"
"Quello della camera, è più regolare. Questo qui è solo un ammasso di colori."
"Invece a me, adesso che li guardo meglio, piace di più questo Carnevale, con i coriandoli e i palloncini scoppiati e le stelle filanti."
"Sì, ma allora quadri così li facciamo anche noi e poi li vendiamo e diventiamo ricche..."
Questi due quadri invece mi piacciono veramente tanto.
Per vederli bene venite a trovarmi o, se non potete farlo, cliccate sopra le immagini per vederli un po' più grandi.


martedì 2 marzo 2010
It was a hot wind called a Santana
In un qualche universo parallelo io sono un astronomo che fa surf.
Clicca sulla foto sopra.
In the old days, I remember a wind...that would blow through the canyons.
It was a hot wind called a Santana and it carried the smell...of warm places.
It blew the strongest before dawn across the Point.
We would sleep in our cars...and the smell of the wind would wake us. And each morning, we knew this would be a special day.
domenica 28 febbraio 2010
Frida Kahlo (ma anche Alda Merini e i Café Tacuba)
non sono belle, millantate parole,
non sono afrodisiaci folli
da ammannire ai potenti
e a chi voglia blandire la sua sete.
I miei poveri versi
sono brandelli di carne
nera disfatta chiusa,
e saltano agli occhi impetuosi;
sono orgogliosa della mia bellezza;
quando l’anima è satura dentro
di amarezza e dolore
diventa incredibilmente bella
e potente soprattutto.
Di questa potenza io sono orgogliosa
ma non d’altre disfatte;
perciò tu che mi leggi
fermo ad un tavolino di caffè,
tu che passi le giornate sui libri
a cincischiare la noia
e ti senti maestro di critica,
tendi il tuo arco
al cuore di una donna perduta.
Lì mi raggiungerai in pieno.
(Alda Merini)
No me hubieras dejado esa noche
por que esa misma noche encontre un amor
No me hubieras dejado esa noche
por que esa misma noche encontre un amor
Parecia que estaba esperando
tu momento de partir
parecia haber observado
mis momentos junto a ti
No me hubieras dejado esa noche
por que esa misma noche encontre un amor
No me hubieras dejado esa noche
por que esa misma noche encontre un amor
Me abrazo el instante mismo
que tu me dijiste adios
y no fue una gran tristeza
fue como ir
de menor a mayor
"Tu regreso habia esperado
mas te veia muy feliz
en los brazos de tu amada
te olvidaste tu de mi"
"Mas ahora que recuerdas
a mis brazos vuelves ya
sere por siempre tu amante,
tu novia... La soledad"
"Y si alguna vez regresas
con aquella que te amo
sabes no sera lo mismo
pues tambien me conocio"
No me hubieras dejado esa noche
porque esa misma noche encontré un amor
(mi soledad siempre ha pertenecido a ti)
...
(Café Tacuba)
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