mercoledì 12 febbraio 2014

Open Combo




Due sere fa sono stato al Fabbricone (ci mancavo da 30 anni...) a sentire jazz. C'era il gruppo Open Combo guidato da Silvia Bolognesi. Ci sono andato al buio, senza sapere quasi nulla di jazz e di Silvia. Ed è stato magnifico. Ho trovato proprio il tipo di musica che mi piaceva. E anche un sacco! Qui sotto uno dei brani che ho ascoltato (poi mi sono comperato anche il CD completo). C'erano moltissime persone: la platea (direi circa 300 posti a sedere) era tutta piena zeppa. Il gruppo era ampio (8 persone) ed era ben condotto da Silvia che ha realizzato ottime conduction e omaggiato esplicitamente il loro creatore Butch Morris. Insomma una ottima serata. Direi che il Fabbricone mi porta bene!



domenica 9 febbraio 2014

Rughe

​Alle 20:15, a due passi dall'ingresso del teatro, mi accorgo di una libreria nuova. C'è ancora chi vuole scommettere e investire qualche soldo in una attività culturale ai giorni nostri? Guardo la vetrina e scorgo un libro che cercavo da mesi e che nessuna libreria commerciale della mia città possiede. Lo compero e me lo porto a teatro. Stanotte a letto ho cominciato a leggerlo e adesso l'ho terminato.



È un libro sulla memoria, sul tempo, sul viaggio, sul ritorno a casa.

La memoria è tutto ciò che siamo.

Non leggo mai gli oroscopi, ma oggi mi è caduto l'occhio su quello dell'Internazionale e vi ho scorto una specie di ammonimento: Non tornare mai nel posto in cui appartenevi al passato. Vai verso quello a cui apparterrai in futuro... Una frase senza senso, di quelle che piacciono ai sognatori e agli idealisti.

Sono stato tirato su a pane e politica. Ecco perché è davvero triste la morte di un'idea di cambiamento e di futuro che è stata la mia idea di politica.

Il tempo che unisce e separa la vita delle persone ci conduce quasi sempre all'incontro con la felicità nel momento sbagliato.

sabato 8 febbraio 2014

Un filo



Stamani cercavo una password che non ricordavo più. Siccome l'unica cosa che ricordavo era che l'avevo scritta in una mail ho usato la fantastica ricerca di google su tutte le mail del mio account gmail. E così mi è capitato di leggere alcuni messaggi scambiati qualche tempo fa. E mi sono accorto di quanto sono cambiato io e anche le persone con cui chiaccheravo. Però c'è un filo dentro di me che mi identifica e che i più attenti possono notare guardando oltre i petali del mio fiore che periodicamente si aprono e chiudono. Una funzione periodica di me? Magari sono solamente un ciclotimico!

martedì 28 gennaio 2014

Stephen Frears vs Peter Mullan

Questa sera ho visto un film che mi è piaciuto.
Chi l'ha presentato ha detto che è un film perfetto.
Non ha torto.
Dodici anni fa ne vidi uno simile, ma questo lo supera.
Quello di allora era di denuncia, questo è più pacato.

lunedì 27 gennaio 2014

Povera Italia

Leggo sulla bacheca Facebook di una alunna di 3ª media:
giorno della memoria e a scuola nemmeno una parola...
mah.
e penso a insegnanti e studenti di questa povera Italia.

domenica 26 gennaio 2014

Emergenza Siria

Ieri sera un bel concerto per raccogliere fondi per la Siria da parte dell'UNICEF della mia città. In una chiesa (che a tutto può assomigliare, ma non sembra cereto un edificio religioso, ma piuttosto un teattro moderno anni '80) si sono esibiti diversi gruppi locali spaziando da Debussy a Čajkovskij (interpreato dall'orchestra delle scuole Fibonacci), da Mendelssohn a Brel, da Gershwin ai Led Zeppelin, dagli Scorpions ai Cranberries a Ligabue e altri ancora. Mi sono rimasti impressi i canti Gospel dei Voices of Heaven, ma anche un Debussy interpretato al flauto da Lucia Neri e pure "Stairwaway to Heaven" dei Led Zeppelin interpretati dal gruppo locale rock dei Raw Age.


giovedì 16 gennaio 2014

Je voudrais mourir dans tes bras

Canzone dedicata a Jan Palach composta nel 1973 da Adamo che in Belgio ha cambiato repertorio (rispetto al nostrano "Affida una lacrima al vento" del 1968) e ha scritto anche canzoni sociali proprio come questa qui sotto "Je voudrais mourir dans tes bras" oppure come "Quand la liberté s'envole" dedicata alla caduta del muro di Berlino.



Y en a qui meurent bien trop tard
Quand leur paradis est passé
Y en a qui meurent au hasard
D’un coup de dés

Y en a qui meurent sans savoir
Qu’ils ne sont jamais nés vraiment
Y en a qui meurent sans espoir
Et plein d’argent

Je voudrais mourir dans tes bras (bis)

Y en a qui meurent dans les mémoires
C’est bien plus que perdre la vie
Quand ceux qui restent quittent le noir
Et vous oublient …

Y en a qui meurent en marchant
Pour aller cacher leur vieillesse
Aux neiges du grand désert blanc
Pleine de promesse

Je voudrais mourir dans tes bras (bis)

Y en a qui meurent parce que c’est beau
De voir le soleil se coucher
Et d’attendre le jour nouveau
De l’autre côté

Y en a qui meurent en dormant
En offrant un sourire aux anges
Y a en qui meurent encore enfants
Et gagnent au change

Je voudrais mourir dans tes bras (bis)

Y en a qui meurent la bouche pleine
En libérant un dernier rot
En se caressant la bedaine
Mais trop, c’est trop

Tandis que d’autres, le ventre vide
Bercent leur mort à bout de bras
En suivant la main qui les guide
Là où on ne les verra pas

Je voudrais mourir dans tes bras (bis)

Y en a qui meurent par erreur
Pour une poussière sur la balance
Quand la justice a ses rancoeurs
Ou ses absences

Y en a qui meurent dans les poubelles
Les bannis de la société
Leur rêve au bout d’une ficelle
Ballon crevé

Je voudrais mourir dans tes bras (bis)

Y en a qui meurent au printemps
Comme des éclairs, comme des flambeaux
Barrant la route un court instant
Aux chars d’assaut

Y en a qui meurent avec permis
Matriculé comme il se doit
Laissant un casque et un fusil
Sur une croix

Je voudrais mourir dans tes bras (bis)

Y en a qui meurent tous les soirs
Quand le spectacle est terminé
Quand ils retrouvent dans leur miroir
Leur vérité... démaquillée

Y en a qui meurent en marguerites
Effeuillées d’une main distraite
Un peu... beaucoup... beaucoup trop vite
Et ça s’arrête…

Je voudrais mourir dans tes bras (bis)
Prends ma main... ne la lâche pas.