Ci sono tre diverse mostre al MART di Rovereto. Quasi tutti acquistano il biglietto d'ingresso (dopo una estenuante coda, a meno di non averlo prenotato in precedenza oppure capitare alle 14:30 di un sabato pomeriggio con coda zero e museo semivuoto) e poi visitano quasi esclusivamente solo la mostra più pubblicizzata, quella su Antonello da Mesina (niente da ridire è molto bella). Ma a me è piaciuta immensamente di più quella quasi senza visitatori che espone tutte le collezioni permamenti del MART, dedicate in maggior parte al periodo futurista e all'arte moderna. I numeri sono impressionanti (più di 2000 opere esposte) e ci si perde circondati da tanta bellezza. Bisogna dedicare almeno 4 ore per visitare con piacere questa mostra. Ci sono Balla, Depero, Crali, Sironi e tanti altri. Un piacere per gli occhi e per l'anima. La consiglio di cuore (prima che chiuda il prossimo 2 febbraio) ai 5 manzoniani lettori di questo blog, anch'esso ormai sulla via del tramonto. Così come suggerisco caldamente una visita alla casa-museo di Depero, sempre a Rovereto. Sono solamente due piani e sono ricchi di poche, ma veramente belle, opere di Fortunato. Ricordo degli arazzi stupendi, e dei tavoli e sedie, e manifesti e pitture ad olio... Direi che Rovereto è stato il modo migliore di chiudere un anno aperto alla grande a Forlì.













