lunedì 15 giugno 2015

Déjà vu

Domenica scorsa nelle lande del Nord-Est, dove i capannoni industriali sono spesso riconvertiti in locali/pub/birrerie, Alberto ha festeggiato la sua seconda laurea (adesso 110 e lode in Storia, 30 anni fa in geologia) deliziandoci con le canzoni che così tanto a lui (e anche a me) piacciono. Quella che ha toccato di più le mie corde è stata Southern Man di Neil Young, ma quella che ho registrato sul telefonino è invece la chiusura della sua esibizione: Carry On di CSN & Young.



Dopo lo spettacolo abbiamo parlato di mostre, fotografi (Salgado e alcune sue foto come questa e questa e anche questa), cataloghi d'arte (i colori delle opere e i colori delle foto nei cataloghi), aziende che chiudono e ri-nascono, sindacati, eco-femminismo e anche degli amici e degli idoli di Alberto (lui è sicuramente politeista). Ma è tutto un po' velato dai ricordi annebbiati dalle birre bevute...

sabato 13 giugno 2015

sabato 6 giugno 2015

Orson Welles e la telefonata del lunedì

Il lunedì era un giorno pericoloso per chi aveva a che fare con Daniela. Già salendo le scale era possibile percepire dalla sua espressione l'aria che tirava e, quindi, era bene regolarsi di conseguenza. Ovvero non rivolgerle la parola, se non strettamente necessario, e, possibilmente, non invadere il suo spazio vitale che iniziava almeno a un metro dalla sua postazione. A chi non rispettava queste regole era riservato un suo "amichevole" ringhio. Questo non perché il lunedì fosse il primo giorno di lavoro della settimana, per Daniela l'Arsenale non era un lavoro, era la sua vita, bensì perché era il giorno in cui cadeva la temibile e temuta telefonata alla distribuzione di Firenze e in cui l'onnipotente distribuzione di Firenze decideva (e decide) il tuo destino: ti concederà per il fine settimana una prima visione proponibile o ti obbligherà a programmare il film che nessuno ha voluto? Così funziona in Toscana la distribuzione, prima mangiano i più forti e poi, se resta qualcosa, gli altri. E allora erano urla e strepiti, litigate furibonde che spesso si risolvevano in sconfitte piene di amarezza e umiliazione che Daniela mal digeriva. Questo il lunedì, ma già il martedì l'energia era tornata quella di sempre, la avvertivi salendo le scale, e la trovavi a ragionare del nuovo programma, del nuovo incontro, della nuova rassegna. Fra le tante cose che Daniela ci ha lasciato e che conserviamo gelosamente, la sua caparbietà è fra quelle più preziose, rialzarsi sempre anche quando le circostanze ti farebbero venire voglia di mollare. Il giorno che lasciò l'Arsenale per subire il primo intervento chirurgico, Daniela dette a tutti noi delle consegne, dettagliate e perentorie come sempre, e, insieme a queste, un desiderio, quello di celebrare in qualche modo uno dei suoi più amati autori di cinema, Orson Welles, di cui si ricorda quest'anno il centenario della nascita. Per la verità aveva anche in mente di dedicargli la tessera di quest'anno e chi l'ha convinta a non farlo ora si sente anche un po' in colpa. Da quel giorno Daniela non è più tornata e gli eventi hanno preso un corso così rapido quanto inesorabile che ci ha un po' travolto. Ci piacerebbe esaudire in modo più compiuto il suo desiderio dedicando, alla nostra riapertura autunnale, una rassegna ad Orson Welles. Un piccolo regalo, però, vogliamo farglielo in questo mese di giugno, che è anche il mese del suo compleanno, aprendo la stagione delle proiezioni estive del Giardino Scotto con un evento speciale ad ingresso gratuito: una serata Orson Welles, con la proiezione del suo film ritrovato Too Much Johnson accompagnato con musica dal vivo e, a seguire, il suo capolavoro Quarto potere. Too Much Johnson è un film rimasto incompiuto, probabilmente la prima pellicola diretta da Orson Welles nel 1938 che si pensava perduto. Il mediometraggio (66') è stato riscoperto nel 2008. Le bobine sono state ritrovate casualmente in un magazzino a Pordenone e il film, restaurato, è stato proiettato in prima mondiale il 9 ottobre 2013 alle Giornate del Cinema Muto di Pordenone. Questo ci sembra il modo più appropriato per esaudire un desiderio espresso quel giorno che Daniela lasciò l'Arsenale. Quel giorno che lasciò l'Arsenale lei non sapeva che sarebbe stato l'ultimo e nemmeno lo sapevamo noi abituati ad associare indissolubilmente a lei quella sedia, quel tavolo, quel computer, abituati a vederla seduta alla sua postazione ogni volta che salivamo le scale, ogni giorno della settimana, ogni ora del giorno. Nessuno poteva immaginarlo. Per quelle strane, incredibili, imprevedibili coincidenze che a volte la vita ci riserva, il suo computer da quel giorno ha smesso di funzionare. Si sa che le macchine lo fanno, un giorno funzionano e il giorno dopo, quando meno te lo aspetti, smettono di funzionare. O forse non è stata una coincidenza, forse quel computer serviva da un'altra parte e forse c'è un posto dove quel computer continua a funzionare.

[Tratto dal programma Giugno 2015 dell'Arsenale]

giovedì 4 giugno 2015

Your five-year risk of dying is 2.8%



Questa è la risposta del test per valutare il mio rischio di morte a 5 anni.
Il test è proposto dalla rivista Lancet qui ed io ci sono arrivato da qui.
E voi 5 manzoniani lettori?

martedì 2 giugno 2015

PISA/NY on the street (Bikes@NewYork)



Ho visitato questa mostra e ne sono rimasto affascinato. Finalmente il Museo della Grafica riesce a organizzare una mostra ben fatta, ben curata e con addirittura un catalogo! Sembra una cosa normale, ma finora questa organizzazione universitaria non era mai a mio avviso riuscita a realizzare ciò. Si tratta di una mostra che mette a confronto fotografie scattate (da uno stesso gruppo di partecipanti) a Pisa e a New York. E poter vedere a colpo d'occhio le differenze e le analogie di stessi comportamenti sociali e naturali tra due luoghi così diversi tra di loro lascia esterefatti e piacevolmente sorpresi. E poi le fotografie sono proprio ben coostruite e anche ben stampate. Penso che la mia amica Ina sarebbe stata più che contenta se avesse partecipato a questa mostra e ritengo che il suo Milky Hudson non abbia nulla da invidiare alle foto di Carmassi e degli altri fotografi che ho oggi ammirato. Sia per la Ina, sia per i fotografi di oggi, vale lo stesso aspetto tecnico: una stampa ad alta qualita Fine Arte (Digigraphie® per la mostra di Pisa, Hahnemühle FineArt Baryta per la foto di Ina che ho appesa in sala a casa mia) fa la differenza sostanziale rispetto alle stampe su catalogo o alle relative scansioni che propongo qui sotto. Perciò il mio invito è sicuramente quello di andare a vedere dal vero queste opere al Palazzo Lanfranchi di Pisa prima del 28 giugno, data di chiusura della mostra.





Differenti/simili approcci per cibo e natura.





Nel mio immaginario New York non contemplava le biciclette.



Amo moltissimo il bianco e nero, però apprezzo anche il colore come ad esempio nel lungarno che si domina dal 2º piano di Palazzo Lanfranchi o nei vari tipi di fiori che una città provinciale offre lungo le proprie strade.

You Had Time




how can i go home
with nothing to say
i know you're going to look at me that way
and say what did you do out there
and what did you decide
you said you needed time
and you had time

you are a china shop
and i am a bull
you are really good food
and i am full
i guess everything is timing
i guess everything's been said
so i am coming home with an empty head

you'll say did they love you or what
i'll say they love what i do
the only one who really loves me is you
and you'll say girl did you kick some butt
and i'll say i don't really remember
but my fingers are sore
and my voice is too

you'll say it's really good to see you
you'll say i missed you horribly
you'll say let me carry that
give that to me
and you will take the heavy stuff
and you will drive the car
and i'll look out the window and make jokes
about the way things are

how can i go home
with nothing to say
i know you're going to look at me that way
and say what did you do out there
and what did you decide
you said you needed time
and you had time

lunedì 1 giugno 2015

Stagioni

Ieri ho concluso la primavera andando a votare insieme ad altre 85,000 persone.
Oggi comincio l'estate sotto l'ombrellone di Christoph Niemann.