giovedì 7 maggio 2015

Ricordando Franco Serantini




Un breve elenco di fatti specifici accaduti nel "carcere del G8" così come riportato dai Pubblici Ministeri nel 2008 nella seconda udienza dedicata alla requisitoria del processo per le violenze e i soprusi nella caserma di Bolzaneto.

Venerdì.
Il taglio di capelli di Taline Ender e Saida Teresa Magana.
Il capo spinto verso la tazza del water a Ester Percivati.
Lo strappo della mano di Giuseppe Azzolina.
Le ustioni con sigaretta sul dorso del piede a Carlos manuel Otero Balado, percosso tra l'altro sui genitali con un grosso salame.
Le percosse con lo stesso grosso salame sul collo di Pedro Chicarro Sanchez.

Sabato.
Il malore di Katia Leone per lo spruzzo in cella di spray urticante.
Il malore di Panagiotis Sideriatis, cui verrà riscontrata la rottura della milza.
Il pestaggio di Mohammed Tabbach, persona con arto artificiale.
Gli insulti a Massimiliano Amodio, per la sua bassa statura.
Gli insulti razzisti a Francisco Alberto Anerdi per il colore della sua pelle.
Le modalità vessatorie della traduzione di David Morozzi e Carlo Cuccomarino, che vengono legati insieme e le cui teste vengono fatte sbattere l'una contro l'altra

Domenica.
Il malore di Stefan Brauer in seguito allo spruzzo di spray urticanti, lasciato con un camice verde da sala operatoria al freddo.
Il malore di Fabian Haldimann, che sviene in cella ove è costretto nella posizione vessatoria.
L'etichettatura sulla guancia, a mo' di marchio, per i ragazzi arrestati alla Diaz nel piazzale al momento dell'arrivo a Bolzaneto.
La sofferenza di Anna Julia Kutschkau che a causa della rottura dei denti e della frattura della mascella non è neppure in grado di deglutire.
Il disagio di Jens Herrrmann, che nella scuola Diaz per il terrore non è riuscito a trattenere le sue deiezioni e al quale non è consentito di lavarsi.
La particolare foggia del cappellino imposto a Thorsten Meyer Hinrrichs: un cappellino rosso con la falce ed un pene al posto del martello, con cui è costretto a girare nel piazzale senza poterlo togliere.

Per chi lo avesse dimenticato, i responsabili di questi episodi sono uomini dello Stato. Quello che ci dovrebbero proteggere dai criminali. Quelli che dovrebbero essere al nostro servizio.


Il 7 maggio del 1972 morì Franco Serantini ucciso dalla polizia a Pisa dopo due giorni passati in cella. Un avvocato, che ebbe modo di assistere all'autopsia, si espresse così:
«È stato un trauma assistere all'autopsia, veder sezionare quel ragazzo che conoscevo. Un corpo massacrato, al torace, alle spalle, al capo, alle braccia. Tutto imbevuto di sangue. Non c'era neppure una piccola superficie intoccata. Ho passato una lunga notte di incubi»

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