La seconda metà di ieri è stata dedicata a Gillo. Ho assistito per la prima volta a Queimada e poi ho visto per la 5ª o 6ª volta il suo capolavoro. Non mi stanco mai di guardarlo (ho addirittura il DVD a casa) e ogni volta scopro qualcosa in più. Ieri per esempio mi sono accorto di come certe scene di Queimada lo ricordino esageratamente dal punto di vista sonoro (in particolar modo le caratteristiche grida ritmate che provengono dalla casbah nella Battaglia di Algeri). Le proiezioni erano gratuite (in occasione del ricordo del centenario della nascita del fratello Bruno) e sono state ben presentate da un docente universitario (Maurizio Ambrosini) ottimamente preparato sulla cinematografia del regista. Hanno detto qualche parola anche la moglie e il figlio. Insomma una ottima serata, peccato solo per le poche persone presenti (di sicuro il resto di Pisa era impegnato in qualcos altro): la sala era piena neanche a metà, ben differente da quando nel 2004 la stessa sala ospitò (piena come un uovo) il regista che presentava lo stesso film. È questo un film che penso di aver visto per la prima volta durante le serate pomeridiane del cineforum del liceo scientifico di metà degli anni '70 e che ho continuato ad amare per tutti questi anni. Secondo me un film didascalico (ma per nulla noioso) che andrebbe fatto conoscere a tutti (solo che costringere degli studenti delle scuole a vederlo vuol dire farlo odiare).
mercoledì 18 dicembre 2013
giovedì 12 dicembre 2013
E chissà dove sarai
E chissà dove sarai amico
ripensandoti ti rivedo in me
la visione che avevi dell’amore
la tua ironia, e chissà dove sarai
Spesso da ragazzi passavamo insieme
sere inutili e fu in un giorno di
festa per gioco lo so, io lo so
lessi nella tua mano, vidi sulla mano
la tua fine…
E così oggi, dalla mia memoria,
scelgo il meglio della vita
e del suo veloce volo
che finisce, come sempre accade,
troppo presto
Qualcosa un po’ di te
mi è rimasto dentro
indimenticabile per gioco
lo so io lo so
lessi nella tua mano,
vidi sulla mano
la tua fine…
(Franco Battiato, Antony)
Non lo sapevo, ma ho scritto questo post negli stessi istanti in cui te ne andavi... (entanglement)
lunedì 9 dicembre 2013
The Melancholy of Departure
Il brano di Mark Isham faceva da sottofondo sonoro alla proiezione di due documentari sulla II guerra mondiale che interrompono la visione della mostra delle foto di Robert Capa alla Villa Manin di Passariano. E queste proiezioni sono ben presentate (in una ampia enorme sala a due piani nel centro della Villa su due maxi-schermi) e sono accolte da tutti in religioso silenzio sia a piano-terra sui divani centrali, sia al 1º piano sulla balaustra. È impressionante vedere tutte queste persone in silenzio osservare quelle terribili e impressionanti scene. E la musica di Isham è proprio quella giusta con la tromba che suona una melodia sopra un sottofondo duro, ritmico, meccanico, ripetitivo.
La mostra è molto ampia, quasi duecento foto, che coprono l'intera vita del fotografo. Il catalogo non è completo (copre circa la metà delle opere esposte) ma serve a ricordare e fissare nella memoria gli scatti più belli. E poi ieri sera ho cominciato a leggere con piacere e interesse le diverse presentazioni che precedono l'elenco delle opere riprodotte.
Visitando questa mostra ho scoperto che Capa nella sua vita ha frequentato molti scrittori che non leggo più da molti anni (Capote, Hemingway, Faulkner), artisti (Picasso, Matisse) e, soprattutto, ha avuto una storia d'amore con una delle più belle donne del '900: Ingrid Bergman.
Qui mi piace ricordarlo (in una foto di Miron Davis del 1942) mentre legge, in vasca da bagno, uno degli autori che più mi piacciono: Simenon (Maigret e il cane giallo).
venerdì 6 dicembre 2013
Invictus
Out of the night that covers me,
Black as the pit from pole to pole,
I thank whatever gods may be
For my unconquerable soul.
In the fell clutch of circumstance
I have not winced nor cried aloud.
Under the bludgeonings of chance
My head is bloody, but unbowed.
Beyond this place of wrath and tears
Looms but the Horror of the shade,
And yet the menace of the years
Finds and shall find me unafraid.
It matters not how strait the gate,
How charged with punishments the scroll,
I am the master of my fate:
I am the captain of my soul.
(William Ernest Henley, 1857)
mercoledì 4 dicembre 2013
Coerenza
La Corte Costituzionale ha ufficialmente dichiarato che chi siede in parlamento non ci rappresenta. Se avessimo un vero e serio presidente della repubblica non dovrebbe far altro che avvalersi immediatamente del potere che gli è offerto dal primo comma dell'articolo 88 della Costituzione.
«Il Presidente della Repubblica può, sentiti i loro Presidenti, sciogliere le Camere o anche una sola di esse.»
sabato 30 novembre 2013
Scuole Aperte (di cucina?)
Invece la sorella, dopo essere tornata entusiasta dal suo primo pomeriggio di Scuole Aperte passato al Classico, ci ha preparato gamberetti con riso (piatto cinese preso da un ricettario dell'Unicef). Era la sua prima volta e se l'è cavata proprio benino (sta già pensando al prossimo sabato insieme ed è indecisa tra una torta all'arancio o le banane al forno). Per fortuna ci sarà lei a MasterChef, perché babbo è solo pronto per MasterCoop.
Pattern Matching (+ Lavatrice)
Compito per babbo, assegnato da figlia:
«Ho finito questo per i capelli (e mi mette in mano la anonima bottiglina che si vede qui sotto). Visto che vai alla COOP potresti prendermene un altro?»
Io: «Nome? Etichetta? Qualche proprietà identificativa?»
Risposta: «Boh!»
Alla COOP, nella corsia dei prodotti per l'igiene personale ho cominciato a scansionare tutti i contenitori che vedevo e dopo alcuni lunghi interminabili minuti di pattern-matching ho trovato l'oggetto desiderato (che si può vedere cliccando la foto qui sotto). Sono soddisfatto!
È la stessa figlia che quando viene a passare il fine settimana da me si porta dietro anche i maglioni da lavare perché la mamma fa una lavatrice ogni morte di papa (e quest'ultimo è stato eletto da poco) e stira ancora meno.
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